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Meglio Google ADS o Facebook ADS?

Tempo di Lettura: 5 Minuti

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“Meglio fare pubblicità su Google o su Facebook?”

Siamo alle solite: questa è la domanda che spesso molti clienti ci pongono nella fase iniziale della stesura di un Piano Marketing per la loro azienda. Ogni volta siamo soliti fornirvi la stessa risposta: DIPENDE.

Ma facciamo un passo indietro che ci serve a capire meglio quando usare una o l’altra piattaforma.

Analizziamo prima di tutto le aziende che ci forniscono le due più grandi piattaforme di advertising a livello globale. 

Facebook ADS

Il re dei social (il 59% degli utenti internet ha un account)

Nasce come un Social Network dove persone distanti possono riunirsi e comunicare tra di loro. Nel lontano 2007 era un sogno pensare che si potesse, con un click, comunicare i propri pensieri e le proprie idee con persone dall’altra parte del mondo. Oggi i tempi sono cambiati, siamo abituati a questo tipo di comunicazione, ma l’idea principale di Facebook e di Instagram (social network che fa parte dell’universo Facebook assieme a WhatsApp) non è cambiata. Le persone “frequentano” i social per svago, per passare il loro tempo e per intrattenersi. 

Non è un caso che l’algoritmo di Facebook premia i contenuti che riescono ad intrattenere maggiormente gli utenti!

(la prossima volta che pubblicherete su Instagram in cerca di like pensate prima di tutto a questo aspetto)

Google ADS

Il re dei motori di ricerca (con oltre il 90% delle ricerche effettuate)

Molti pensano sia solo un motore di ricerca, Google è una vera potenza e un grandissimo ecosistema che va da Google Earth a Gmail e Workspace. Google ha rivoluzionato il modo di reperire le informazioni. Ormai ci siamo abituati ed è diventato un termine del nostro dizionario “googolalo”, ma forse ci dimentichiamo che prima c’erano le biblioteche e le Pagine Gialle. Google non fornisce intrattenimento (tranne nel caso di YouTube che è un suo prodotto) ma fornisce informazioni. E perché è il motore di ricerca più utilizzato al mondo? Perchè è suo preciso scopo fornire l’informazione più pertinente possibile al visitatore. Insomma detiene il suo predomino sul mercato dei motori di ricerca – con oltre il 90% delle ricerche effettuate – perché fa bene il suo lavoro.
 
Per cui il suo algoritmo è “tarato” per fornire l’informazione più pertinente possibile agli utenti!
 
(la prossima volta che impostate una campagna su Google da soli pensate a questo tip)
 

Ma cosa c’entra questo con la pubblicità?

C’entra eccome!

Prima di tutto torniamo al perché le persone vanno sui social. Per intrattenersi. Loro sono lì per vedere cosa fanno gli amici, per condividere le loro passioni per vedere cosa fa la loro ex… e via dicendo… lo fanno nei ritagli di tempo, in metro o in treno, nella pausa pranzo. Cercando uno svago.
 
Questo significa una sola cosa per gli inserzionisti: NON VOGLIONO ACQUISTARE NULLA
 

Ma quindi a che serve la pubblicità su Facebook e Instagram?

Prima di tutto non tutte le nicchie sono adatte ad essere pubblicizzate su questa piattaforma.

Immaginiamo questo scenario…

Mario è il titolare di una ditta di pulizie a Roma. Nonostante abbia già un discreto numero di clienti decide che vuole però aumentare il suo giro. Ha sentito da un amico che costruendo un sito internet per la sua ditta si possono reperire nuovi clienti. 

Non essendo pratico del settore decide di cercare su Google “costruzione siti web roma”.

Difficilmente al momento dei alzare il telefono Mario andrà alla ricerca sui Social, al momento di decidere e chiamare per trovare una soluzione Mario farà una ricerca di Google e chiamerà l’agenzia che lui riterrà essere più adatta a costruire un sito web per la sua ditta.

Questo perché il nostro Mario in quel momento delicatissimo che è la scelta (di un servizio in questo caso) si affiderà a quella che considera inconsciamente una fonte di dati autorevole. Ovvero Google. Per esperienza sa che se cerca una cosa Google gliela fornirà.

Ora prendiamo in considerazione sempre la stessa persona.

Oltre ad avere una ditta di pulizie Mario deve anche pensare a fare la spesa. La sera, scorrendo sul suo feed su Instagram gli appare la pubblicità di un servizio di consegna domicilio. Non sapeva della sua esistenza ma decide di cliccare sull’annuncio per saperne di più. Adesso Mario conosce XY, servizio di consegna a domicilio. 

La vera differenza tra queste due situazioni?

Su Google Mario esprime un intento di ricerca ben preciso, sa già cosa sta cercando.

Pertanto la piattaforma Google gli ha fornito un risultato ben preciso, esattamente quello che stava cercando.

In Google, e qui usiamo un termine “tecnico”, l’intento di ricerca è CONSAPEVOLE.

In Instagram e Facebook (e quindi sul mondo social) si intercetta un bisogno LATENTE. 

In altre parole sui social, lasciamo piccole tracce che l’algoritmo analizza per capire le nostre intenzioni, per capire chi siamo, e ci sottopone stimoli e pubblicità che ritiene essere adatti a noi. In pratica usando i social siamo un utente ben profilato a cui sottoporre pubblicità specifica. Ovviamente anche i Google questo avviene ma quello che cambierà saranno le nostre intenzioni, ovvero se il nostro bisogno è consapevole o latente.

E quindi quale piattaforma pubblicitaria è meglio usare?

La verità è che non c’è un meglio o un peggio, sono due piattaforme diverse che si usano in momenti diversi e per comunicare in modo diverso ad un pubblico diverso.

Per alcuni settori o alcuni tipi di servizi sarà necessario fare leva sui bisogni inconsapevoli dell’utente, in altri settori sarà sufficiente andare alla ricerca di clienti pronti ad acquistare il nostro servizio.

Per cui si potrebbe dedurre che è alla fine sarebbe sufficiente usare solo Google. La risposta anche in questo caso è dipende.

Sicuramente Google (e la piattaforma Google ADS) rappresentano il metodo più veloce per acquisire nuovi clienti o aumentare le vendite di un ecommerce, tuttavia, a lungo temine anche la pubblicità sui social e il lavoro organico che si può fare con essi risulta essere in alcuni casi la scelta strategica più vincente.

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