Marketing su Instagram? No grazie, preferisco la costanza dei risultati!

Siamo alle solite, chiama un cliente e chiede se, in qualità di agenzia, possiamo seguire la loro pagina su Instagram, come al solito la mia risposta è un perentorio No. Ma perché, un’agenzia di marketing dovrebbe decidere di abbandonare la piattaforma più in voga del momento?

In questo articolo cercherò di spiegare una volta per tutte perché noi di WeBooM abbiamo deciso di non lavorare con Instagram (e con l’universo Facebook-Meta)

Partiamo da una case history davvero interessante: La rivista online Roma Mai Sola. 

Roma Mai Sola è una rivista gratuita per la tifoseria romanista, quando ci è stato affidato il progetto eravamo entusiasti: creare un portale (quindi un sito web) dove i visitatori potessero consultare il periodico con uscite prima mensili poi settimanali. 

Il sito è creato, la scelta del cliente è portare le persone sul sito con una pagina Instagram.

In agosto 2021 apriamo l’account @romamaisolaofficial in previsione del lancio del primo numero in ottobre. Il profilo cresce rapidamente, senza particolari picchi o periodi fermi, complice la popolarità dell’argomento (la Roma Calcio!) e le ottime foto che ci venivano fornite con costanza dal fotografo ingaggiato per il progetto. In poco tempo arriviamo a quota 1000 followers, un piccolo grande successo. Il cliente era contento e soddisfatto del lavoro.

Attendiamo poco e superiamo i 1500 followers. Ci prepariamo per il lancio della rivista ufficiale.

La settimana prima del lancio succede uno spiacevole evento. Muore un tifoso romanista, riteniamo gusto commemorarlo sulla pagina con un post dedicato. In poche ore il telefono sul quale è longato l’account comincia a vibrare continuamente. Il post è stato notato da un conoscente e viene immediatamente ricondiviso. Piovono likes e commenti, aumentano naturalmente i followers… Circa 50 nuovi followers in poche ore.

Al di la dello spiacevole evento, dal punto di vista tecnico penserete: WOW!

Beh non è proprio l’esclamazione giusta!

L’algoritmo di Instagram ha premiato il contenuto, ma i giorni successivi (anzi per quasi un mese) il profilo è stato in totale shadowban. 

Come mai? Non è dato sapere come funziona l’agoritmo di Instagram, tuttavia con un po’ di esperienza non è difficile prevedere il suo funzionamento: è chiaro che nel post commemorativo abbiamo avuto un numero di condivisioni insolito, ma tornati ai post normali l’algoritmo ha notato un trend in discesa, di conseguenza ha penalizzato il profilo per quasi un mese.

Vediamo alcuni numeri: prima del post commemorativo la nostra pagina aveva una media di 70/80 like a post, non molto ma potevamo ritenerci soddisfatti. Il post commemorativo ha ricevuto oltre 400 like e successivamente i post che abbiamo messo dopo (ovviamente della stessa qualità di quelli che abbiamo sempre messo) ne hanno ricevuti 15/20. Potete immaginare la faccia del cliente alla fine di quel mese. Abituato a numeri in costante crescita ha dubitato del nostro operato, fortunatamente ha compreso quanto ho spiegato sopra.

Ad ogni modo… Grazie Instagram!

Vabbè ma solo per questo motivo non seguite Instagram?

Non solo, ovviamente, ma siccome vogliamo fornire ai nostri clienti costanza nei risultati, certezze sulle quali poter contare e non l’euforia di numeri altalenanti e insignificanti abbiamo deciso di abbandonare la piattaforma. Noi stessi, anche per una questione di tempo, la utilizziamo solo come “vetrina”.

Ciò detto, visto anche il tono polemico del mio articolo e quasi ironico e provocatorio, non voglio dire che c’è una piattaforma migliore di un’altra, ma che ci sono cose sui cui poter contare altre su cui non si più fare affidamento.

La case history precedente si è ripetuta anche ultimamente su un profilo diverso: @ultraunion. Un progetto diverso con dinamiche diverse. Dopo il boost dato dalle condivisioni degli influencers stiamo attraversando un periodo di shadownban. Normale, nonostante la qualità dei contenuti sia in linea con le pubblicazioni, i numeri in calo sono sinonimo di shadowban…

Concludo rivolgendomi a tutti gli imprenditori che decidono di fondare un business model sui social. Va bene, anzi va benissimo, ma ricordatevi che non siete voi padroni dell’algoritmo e che sul mercato ci sono tante alternative anche a buon mercato, per ottenere grandi ma soprattutto costanti risultati. Non fatevi influenzare dalle “mode” del marketing.

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